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Il mio approccio

Non è mia intenzione in questa sede fornire un articolo specialistico sulla storia e lo sviluppo della psicoterapia sistemica, ma solo offrire una breve panoramica sulle caratteristiche di questo approccio.

Il modello sistemico-relazionale affonda le sue radici nel contesto culturale innovativo degli anni ’50, quando i ricercatori spostarono la loro attenzione dai processi intrapsichici ai contesti interpersonali in cui si esprimono. Si fa largo il concetto di “sistema” inteso come totalità organizzata e viva, in cui gli elementi sono in costante interazione. Dunque c’è il superamento di una certa visione riduzionistica dell’uomo, che viene riconosciuto nella sua complessità.

Nell’ottica sistemica anche lo psicoterapeuta non è più considerato l’esperto distaccato che possiede la conoscenza, ma un soggetto che entra in una relazione autentica con il paziente, offrendogli uno spazio protetto e non giudicante in cui costruire insieme a lui un percorso sempre nuovo, mai preconcetto. Sono privilegiati gli aspetti relazionali e comunicativi. Il primo assioma della comunicazione afferma infatti che “non si può non comunicare”. [P. Watzlawick]

Nell’approccio sistemico si va oltre l’idea che la difficoltà vissuta dal paziente o il sintomo presentato sia conseguenza di un conflitto interiore del singolo, e si allarga il campo d’osservazione ai contesti relazionali della persona che soffre. Il paziente è visto prima di tutto come persona, non come diagnosi, e ciò permette di andare oltre il concetto medicalizzato di normalità-patologia per giungere ad una logica di funzionalità-disfunzionalità. In quest’ottica anche il concetto di crisi perde la sua connotazione catastrofica per assumere il significato di transizione, di passaggio, sebbene talvolta doloroso, ad una nuova fase della propria vita.

Nell’ottica di una complessità che non confonde ma arricchisce, l’approccio sistemico-relazionale supera la tradizionale visione lineare causa-effetto, per assumere quella della circolarità: ogni elemento influenza gli altri e al contempo ne è a sua volta influenzato. Tutti noi viviamo in sistemi, e se cambia un elemento al suo interno, cambia tutto il sistema. Ciò permette di non rimanere intrappolati in una dinamica di colpa e ragione, ma di raggiungere una comprensione più ampia e complessificata che consente di ottenere cambiamenti non solo superficiali, a livello del sintomo, bensì cambiamenti più profondi nella vita del paziente e della sua famiglia.

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